Tornado di Torricella

Il 4 luglio 1965 un tornado di grande violenza sconvolge il centro abitato di Torricella portando morte, feriti, distruzione e danneggiamenti della maggior parte delle abitazioni.

 

Così i giornali il giorno dopo descrivono l’evento:

… Centinaia di milioni di danni, tre morti,  un’ottantina di feriti: questo il tragico bilancio di pochi minuti di furia della natura scatenatasi con una tromba d’aria che nella zona non ha precedenti nella memoria di nessuno ….

Sembrava una colonna bianca di fumo, poi dove passava, per cinque minuti, solo il fischio rabbioso del vento, gli schianti degli alberi sradicati, lo sfrigolio dei cavi della luce elettrica strappati dagli isolatori, i cupi boati dei crolli …”.

TORNADO
Sono trascorsi ormai 44 anni dal catastrofico tornado che la domenica del 4 luglio 1965 portò morte e rovina a Torricella di Sissa (PR), ma il ricordo è ancora vivo e limpido nella memoria collettiva degli abitanti. La mattinata era stata afosa come non mai. Erano passate le 15 da pochi minuti. Il cielo si oscurò quasi all’improvviso e un vento fortissimo prese a soffiare con insolita violenza. Chicchi di grandine grossi come uova avevano gia spinto la gente ai ripari. Una violenta tromba d’aria stava per abbattersi sul piccolo centro della Bassa. Raffiche taglienti si intrufolavano tra porte e finestre. Piccoli mulinelli di rami e foglie preannunciavano l’arrivo dell’imbuto infernale. Un fungo bianco, enorme, avanzava a prepotente velocita. La gente, chiusa nelle abitazioni, non ha fatto in tempo ad accorgersi di ciò che stava accadendo. Nel giro di pochi secondi un boato assordante e le case erano gia distrutte. Passato il ciclone, un paesaggio surreale. Montagne di macerie. Tetti divelti, abitazioni squarciate, auto fatte volare, lamiere accartocciate, alberi sradicati. Le barche, ancorate alla riva del fiume, sganciate dalla furia del vento e trascinate via. Tante persone erano imprigionate sotto tegole e mattoni crollati. Gli animali delle stalle in pericolo di vita si trovavano sommersi dal fieno e soffocati dalle travi spezzate. Furono un’ottantina i feriti e tre i morti. I lavori di ricostruzione partirono subito. Gli abitanti di Torricella si rimboccarono le maniche e non si tirarono indietro di fronte alla fatica. Tutto doveva ricominciare da capo. Arrivarono tanti aiuti, furono raccolte offerte in denaro e in beni di prima necessità. è stata allestita una mensa nei pressi della Canonica, divenuta centro operativo dei soccorsi. Chi aveva bisogno poteva fermarsi a mangiare qualcosa. In pochi mesi la vita è tornata quasi normale. Anche le Autorità di Governo vollero rendersi conto di quanto era accaduto. Infatti vi fu a Torricella la visita dell’On.le Pietro Nenni, allora Vice.Presidente del Consiglio dei Ministri.