UN PO DI STORIA

Le pagine seguenti sono state scritte nel 2009, quando ancora il comune era Sissa


Quasi specchiato sul fiume Taro e poco distante dal fiume Po, sorge Sissa, solitario Comune della Bassa Parmense è situato a Nord-Ovest di Parma, a circa 32 metri sul livello del mare.

Parte del territorio, è costituita da un lembo di terra di origine alluvionale, incuneato tra i due corsi d’acqua dissimili e insidiosi, che ha ospitato insediamenti terramaricoli (ritrovamenti lungo le rive del Po), è stato colonizzato in età romana e prima ancora etrusca, ma le prime notizie certe di Sissa risalgono ad una pergamena del 945. 

Sissa, citata, come Sixa, in un documento della prima metà del XIII secolo, potrebbe derivare il toponimo dal personale latino SECCIUS o SICCIUS, usato al femminile; non manca però chi ritiene che la sua denominazione vada riportata all’aggettivo ugualmente latino SIXA, ‘scissa’, riferito al distacco del territorio da quello di Palasone, di cui aveva fatto parte nell’alto Medioevo e dal quale venne separata a seguito degli straripamenti del Taro.

Dal IX al XII secolo, appartenne ai canonici parmensi. Sul finire del 1100, l’imperatore Enrico V confermò al vescovo di Parma, Obizzo Fieschi, la giurisdizione sulla zona.

Passata, nel Duecento, sotto la signoria dei Terzi, fu da questi trasformata in un luogo fortificato, con la costruzione, forse nel XIV secolo, di un castello, contro il quale furono sferrati numerosi assalti e che fu più volte distrutto e ricostruito. Espugnata e devastata da Oberto Rossi, all’inizio del Quattrocento, venne poco dopo riconquistata dai Terzi che, ripresala anche ai veneziani, furono confermati alla guida del feudo.

Le liti insorte per la divisione del patrimonio tra i vari eredi, sul finire del XV secolo, segnarono l’inizio della decadenza del casato, che, tuttavia, riuscì a mantenere il dominio sul borgo fino al Seicento.

 

Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la villa ottenuta dalle trasformazioni apportate, nel XVIII secolo, alla vecchia rocca dei Terzi, della cui struttura originaria resta solo una torre; la chiesa dell’Assunta, della metà del XV, contenente, tra l’altro, varie tele sei-settecentesche; gli oratori del Crocifisso, di San Rocco e Sancta Maria Salus Infirmorum; villa Marchi appartenuta ai marchesi Rangoni; la corte rurale di Sala; villa Simonetta-Corbellini, del Seicento, a Torricella.

 

Il territorio di Sissa, si estendeva per 42,90 Kmq., delimitato nel versante ovest dal Fiume Taro che lo separa dai Comuni di Roccabianca e di San Secondo Parmense, nel versante nord il fiume Po lo separa dalla Regione Lombardia, mentre a sud si trovava il Comune di Tresali  ed a est i Comuni di Colorno e di Torrile.

Il territorio del Comune di Sissa comprendeva, oltre al capoluogo, anche i centri frazionali di Borgonovo Casalfoschino Coltaro Gramignazzo Palasone Sala San Nazzaro Sottargine e Torricella

Il 4 luglio 1965 un tornado di grande violenza sconvolge il centro abitato di Torricella portando morte, feriti, distruzione e danneggiamenti della maggior parte delle abitazioni.                                     vedi di più

L’8 e 9 Novembre 1982, a seguito di eccezionali violentissime piogge interessanti l'alta valle del Taro, il fiume entrava in piena tracimando e rompendo le arginature. L’evento colpisce in particolare la frazione di Palasone.                vedi di più



Pro Loco Sissa ha curato la pubblicazione di "Sissa nella Storia"  edita nel novembre 2011 in occasione della manifestazione "November Porc - i sapori del maiale" e distribuita gratuitamente alla popolazione ed agli ospiti

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Breve storia di Trecasali

Trecasali oggi è un solo paese. 

Un tempo invece si trattava veramente di tre Casali che, pur essendo vicini, erano divisi in due dalla strada della "Ghiaiaia" ora Via Nazionale: di essi il Trecasali Inferiore apparteneza ai Simonetta di Castelbarco, feudatari di Torricella di questi vanno ricordati il conte Orazio e la contessa San Severino San Vitale di Colorno, sua sposa e vedova in prime nozze del Conte Gilberto sanvitale, i quali, avendo preso parte alla nota congiura ordita in Parma per sopprimere il duca ranuccio Farnese, vennero scoperti, arrestate giustiziati, con ceppo e mannaia, nella Piazza Grande di Parma (ora Garibaldi) il giorno 19 maggio 1612. Il Trecasali superiore apparteneva al ramo Parmense della stessa famiglia..

Il Molossi, nel suo Vocabolario Topografico di Parma, Piacenza e Guastalla del 1832-1843, già descriveva il paese come un grosso villaggio del Ducato che "giaceva sotto un bel cielo" sul margine destro del Taro. Composto allora di 209 case "sparse si ma vicinissime" e di 1438 abitanti Trecasali si caratterizzava per l'aria buona, i fertili terreni che producevano grani, uva da vino di buona qualità, fieno e legumi. Caccia e pesca era largamente praticate per l'abbondanza di quaglie e cheppie. In più ".... Il gelso comincia prosperar vi punto alle Vans i buoi e porci; e fabbrica non si buon formaggio aperta parentesi che invecchiato può gareggiare con lodigiano chiusa parentesi specialmente nella elegante cascina del signor Angelo maghenzani, la quale fu costruita nel 1831, ed è certo delle più belle dello stato. Altro notevol genere di industria di quei contadini, a cui intendono nè mesi di inverno, si è la tessitura di grossolane tele di canapa, le quali comunemente spacciano in sù mercati di San secondo..."

Per risalire più lontano nel tempo occorre rifarsi ad un documento del 14 dicembre 1032; si tratta della vendita di cinque pezze di terra "positis in loco ed fundo Tres Casali" fatta dalla signora Lamperga abitante a Palasone ad un certo Opizio, per la cifra di cento denari d'argento.

Anche la Badessa di San Paolo nel 1187 possedeva "in Tribus Casalibus" alcune terre e il diploma di Gregorio VIII ne dà conferma. Il paese torna alla ribalta l'anno seguente esattamente il 7 Settembre 1188 per una permuta tra "Giglio" vicedomino di Montecchio e i fratelli Rainerio e Ingenzone, di terre possedute in San Secondo, San Quirico, in Trecasali, in Sissa, ecc.

Quanto il territorio di Trecasli fu smembrato da Sissa e da San Secondo, venne donato nel novembre 1400 da Filippo Maria Visconti a Bertramino e Gherardino Terzi.

Una data di particolare importanza per la storia di questo lembo di terra padana è quella del 10 giugno 1440 quanto furono restituite alla comunità parmense le ville di "Torricellam, Gramignati, Sissia, Burgi novi, Palasoni, Colterre, sancti Nazari Flexy et Trium Casalium factam Comuni Parma ....".

Diviso poi il feudo in Inferiore e Superiore ed assegnatili, come già citato, ai due rami della famiglia Simonetta, Trecasali rimarrà tale fino al 1805, quando per la legge napoleonica furono aboliti i diritti feudati.

La costituzione del Comune autonomo da parte di Napoleone Buonaparte avvenna l'anno successivo e il Primo Podestà fun un certo Annatonio Gallani insediato l'8 Aprile 1806. Le cronache così ricordano l'evento "Trecasali entrò nell'impero di Francia con pifferi, tamburi e luminarie"; l'anno 1806 segnò per i territorio dell'ex Ducato di Parma un mutamento nei governanti inviati da Napoleone, governanti che dovevavo affrontare a nome della "Libertè, Egalitè, Franternitè" anche l'ordine e la pace e allo scopo nel novello Dipartimento del Taro vennero istituite le Maire.

All'atto della sua costituzione in Comune autonomo, il territorio si componeva di cinque ville o frazioni e precisamente: Trecasali (capoluogo), San Quirico, Ronco Campo Canneto, San Nazzaro e Palasone (o Palazzone).

Queste due ultime ville, dopo pochi mesi, vennero assegnate al Comune di Sissa mentre Trecasali incorporava parte della frazione di Viarolo fino alla strada della del Cornazzano.

 

La buona e saggia Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone, muore in Parma alle ore 17,10 del giorno 17 dicembre 1847 e, a norma dei trattati, la sovranità del Ducato passa dagli Asburgo ai Borboni e precisamente a Carlo Lodovico Infante di Spagna.

L'anno 1848 è denso di avvenimenti politici anche per il Ducato di Parma sul quale trono si avvicendano, nello stesso anno, Borboni, Savoia e governi provvisori.

Il 20 marzo 1848, Carlo II, che governava solo da qualche mese, sente il trono malsicuro, fiuta l'aria di rivolta sicché pensa, per ragioni di sicurezza, di allontanarsi provvisoriamente in attesa di tempi migliori. prima di partire nomina una reggenza con l'incarico di governare il Ducato in sua vece, nelle persone dei signori Conte Luigi Sanvitale, Conte Girolamo Cantelli, Avvocato Ferdinando Maestri, Professor Pietro Pellegrini, Avvocato Pietro Gioia.

Ma i reggenti tradiscono, a torto o a ragione, la fiducia in loro riposta dal l'infante Don Carlo e il giorno 12 aprile 1848, alla chetichella, inviano a Torino due ambasciatori dal re Carlo Alberto invitandolo ad occupare il Ducato per unirlo al suo regno sardo.

Il re prende tempo e vuole sentire non soltanto la volontà dei reggenti ma quella più consistente e indicativa della cittadinanza sicché consiglia un plebiscito che viene indetto per il giorno 23 maggio 1848.

Ecco i risultati di tale votazione:

a favore di Re Carlo Alberto               Ducato 37250          Parma 9977

a favore di Carlo II di Borbone                        1656                     36

a favore degli Stati pontifici                            530                   430

a favore del granducato duca di Toscana              158                      0

a diversi                                                    8                      0

voti Nulli                                                   101                       0

Osservando i risultati emerge che la massa era senz'altro favorevole al re Carlo Alberto mentre altri pretendenti ebbero un numero di suffragi del tutto trascurabile per esempio i voti a favore del Granduca di Toscana si ottennero tutti dai comuni della montagna, forse perché territorialmente più coinvolti, come Neviano Arduini, Corniglio, con piano e tizzano punto per gli Stati pontifici è invece si nota un curioso particolare il comune di Busseto ebbe a dare 199 voti al papà mentre la città di Parma con una popolazione 10 volte superiore diede soltanto quattro voti.

Si tenga peraltro presente che i vescovi, prelati, sacerdote, religiosi di ogni ordine non avevano diritto al voto, quali diretti interessati con lo stato pontificio. l 16 giugno 184v8, in base ai risultati del plebiscito venne in Torino promulgata una legge, pubblicata poi a Parma il 20 giugno 1848, con la quale il Ducato passava a far parte degli Stati sardi.

 

In quei tempi una piaga che coinvolge molte parti del territorio della bassa fu la famosa banda di bogolese che operò indisturbata nel periodo che va dal 1858 ai primi mesi del 1863 e tenne in allarme ed in angustie l'intera zona del parmense, commettendo ogni sorta di delitti, rapine, ruberie, assalti a cascinali e spesso assassinando chiunque tentava di opporsi in qualche modo….

 

Purtroppo, nel corso dei conflitti che hanno caratterizzato il periodo storico dal 1948 al 1960 (guerre di Indipendenza) nel 1887 (guerra  di Eritrea) e nei  due conflitti mondiali 1915-18 e 1940-45, molti sono stati i caduti del nostro territorio.

 

Durante l'ultimo conflitto, negli anni 1944-1945, allorchè l'Italia venne a trovarsi divisa in due, con il sud in mano agli anglo-americani ed il nord tenuto dalle forze tedesche e repubblicane, anche la bassa ebbe a subire qualche incursione aerea scopo principale degli alleati era quello di distruggere il ponte in ferro sul fiume Taro al Martorano e ci riuscirono dopo vari tentativi e il ponte in cemento di Gramignazzo detto Ponte del diavolo e non riuscirono ad abbatterlo; oltre a questi importanti obiettivi vi furono sporadiche incursioni con lancio di bombe e mitragliamenti che causarono, oltre a danni anche vittime.

Nelle ore notturne la zona era tenuta in soggezione da un solo apparecchio detto Pippo che lanciava spezzone qua e la virgola per ritirarsi verso l'alba.

 

 

La fase terminale della guerra

Il 23 aprile 1945 inizia il ripiegamento delle truppe tedesche verso il Po.

La ritirata è ostacolata dagli aerei anglo-americani come elementi di disturbo. Distrutti molti automezzi nelle strade.

… Il transito delle truppe è continuato tutta la notte con mezzi di ogni specie carri agricoli, Barocci trainati da buoi e cavalli razziati dai tedeschi nelle fattorie durante la ritirata.

Il 24/4/1945 a seguito della rottura completa del fronte, le truppe dell'esercito tedesco in fuga disordinata, hanno attraversato il territorio comunale. Nella stessa giornata sono comparsi anche carri armati americani.

In località Martorano alcuni di questi cari, favoriti dalla rampa alta o te li nascondeva alla vista, Hanno attaccato una colonna di automezzi tedeschi proveniente da Parma ed alla quale si erano uniti anche elementi italiani della X MAS. Gli automezzi, colpiti colpiti di infilata, sono andati distrutti o incendiati.

Molte le vittime alcune delle quali perite fra le fiamme.

…Lungo la strada provinciale Viarolo Ronco Campo Canneto e San Quirico oltre a molto materiale abbandonato specialmente bombe di ogni specie si sono ritrovate carcasse di una trentina di cavalli uccisi dalle raffiche un centinaio di cavalli vivi invece sono stati catturati dai contadini della zona poiché vagavano per campi e strade. Molte case sono state saccheggiate dalle truppe in ritirata ed è stato asportato di tutto biciclette bestiario alimenti vari eccetera.

 

La traversata del Po, tentata con ogni mezzo dai tedeschi in fuga, si è risolta in un vero disastro. Il grande fiume può considerarsi la tomba dei resti delle forze germaniche operanti in Italia.

 

 

fonte:

Enzo Giuffredi, Cronache di Trecasali e del suo territorio edizione 1997

 


Il 6 ottobre 2013 dal referendum consultivo dei residenti è emerso l’orientamento favorevole alla fusione dei Comuni di Sissa e Trecasali, da parte della maggioranza dei votanti

Il nuovo Comune unico Sissa Trecasali è stato istituito con decorrenza dal 1° gennaio 2014