I Finci. Una famiglia ebraica in fuga da Sarajevo a Parma al Monte Bisbino (1941-1944)*

di Liliana Picciotto 

In ricordo di Erna Finci Viterbi (20 gennaio 1934 - 17 febbraio 2015). 

Nei giorni che precedettero il Natale del 1941, davanti agli occhi stupiti degli abitanti della frazione di Gramignazzo di Sissa - centro agricolo della Bassa Parmense appoggiato alla foce del fiume Taro che conta poche centinaia di abitanti -, si parò una scena inusuale.

All'entrata della locanda  del paese, gremita di uomini che, appesi i tabarri al chiodo, fumavano e giocavano animatamente a carte,  dalla corriera in arrivo da Parma, scese un folto gruppo di civili carichi di valigie e bambini. 

Con  i loro abiti da città, volgevano intorno uno sguardo disorientato  alla ricerca di qualcuno che li accogliesse o gli dicesse dove andare, dove dormire, dove appoggiare le  cose.

Erano la famiglia ebraica di Kalmi Musafija (1873) e la moglie Rifka Montiljo (1874), con i numerosi  figli, figlie e generi: Jacob (1895), Regina (1900), Lenka (1904), Haim (1905). Regina era con il marito Alberto  Finzi (1894) e i due ragazzi Kalmi (1927) e Moise 1923); Lenka  era con il marito Josef Finci (1895) e due bambini, Asher (1929) e Erna (1934).

In tutto erano 12 persone. Altre 8 persone della grande famiglia  si erano fermate a Sissa, a pochi chilometri di distanza.

 

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